Il contanuvole

Un libro di Marcello Loprencipe

Valutato 5.00 su 5 su base di 2 recensioni
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Quando l'immaginazione diventa la compagna della propria vita, e la realtà si fonde con il sogno…

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Descrizione

Quasi fossero cieli, queste pagine sono colme di nuvole che scorrono, sopra una terra dal cuore di fuoco.
Luoghi dove regna il vento capace di piegare lecci maestosi, ma anche di inseguire echi di fiabe o carezzare un volto.
Pagine per raccontare la storia di Nino e del suo strano marchingegno…
Per narrare di Hibrahim e Carlotta, due ragazzi cresciuti respirando venti lontani e diversi….
Pagine, per scoprire un sogno lasciato in dono a qualcuno che un giorno arriverà da lontano.

Informazioni aggiuntive

Peso 300 g
Formato

Libro, ePub, Kindle (mobi), PDF

Numero di pagine:

120

Data di uscita

21 dicembre 2012

4 recensioni per Il contanuvole

  1. marcello_rodi

    Qual’è il confine tra il sogno e la realtà?
    Forse il cielo e le sue nuvole, o forse quel punto dell’orizzonte dove i due azzurri di cielo e mare si fondono…
    L’unico a saperlo è un testimone silenzioso, un enorme albero che sente e vive per osmosi le vite i desideri di chi gli si avvicina.
    E così ci si incontra nei sogni: una leggenda dice infatti che quando non si riesce a dormire è perché si è svegli nel sogno di qualcun’altro…
    La vena poetica di Marcello Loprencipe, che era emersa già nel suo primo lavoro – anche se forse parzialmente imbrigliata dalle quattro mani con Annalisa Polucci – si scioglie in questo “Il Contanuvole” per raccontare una storia di vite che si intrecciano in modo dolcemente indimenticabile…

  2. Isabella Rampini

    Un breve gioiello di letteratura, al confine tra prosa e poesia. Vivida l’ambientazione sull’isola “figlia del vento”, di cui pare di percepire perfino i profumi, oltre che i colori e i rumori; bellissimi i tre personaggi.
    Si legge velocemente, ma è da gustare parola per parola.

  3. Valutato 5 su 5

    Gianfranca Garavini

    Un sogno per ogni nuvola… un sogno per ogni nuvola…
    “Il contanuvole”, un titolo particolare ed intrigante per una storia scritta con grande sensibilità e delicatezza. Quello che l’autore ci regala è in fondo una tenera favola, una dolce coccola per la nostra anima, che riflette l’afflato poetico che dimora nell’animo di Marcello Loprencipe.
    Nelle pagine si avverte il suo amore profondo per le nuvole, quelle piccole particelle d’acqua, sospese in una tavolozza celeste che, se allunghi una mano, puoi toccare e sentire e per il vento.. quel vento, forza della natura, che ti accarezza, ti scompiglia i capelli e i pensieri.
    Pagine e pagine piene di nuvole, di vento e.. di sogni.
    Un sogno, un treno, un eco lontano quasi fosse un’antica fiaba portata dal vento, il ricordo di una dolce melodia che cantava così: “Un sogno per ogni nuvola… un sogno per ogni nuvola…”..
    L’autore ci porta nella splendida isola di Pantelleria: la “Figlia del vento” (Bent-el Rhia), come viene definita dagli arabi per i numerosi venti che soffiano durante tutto l’anno, circondata da un mare cristallino con le sue onde bianche, per narrare la storia di Nino, un bambino che amava giocare con le nuvole, con la luna e il sole. Un bambino solitario, amico del vento, che troppo presto è stato privato degli abbracci e dei baci più teneri che si possano ricevere, quelli che solo una mamma sa dare.. “Così una sera accadde che gli vennero a mancare i baci, le carezze e quella ninna nanna che lo aveva sempre accompagnato per mano fino al bordo dei suoi sogni.”
    La vita scorre, ma non priva Nino dei suoi sogni, delle sue nuvole, infatti con l’aiuto del mare crea uno strano marchingegno per contarle.. complici un grande leccio ed un pozzo.
    In queste pagine c’è poesia, c’è magia che suscitano silenziosamente le emozioni più semplici e vere, come un’onda che sogna di essere nuvola:
    “Una nuvola
    In fondo non è altro
    che il sogno dell’onda..
    le onde sognano
    e nel sogno vogliono essere altro
    e ci riescono,
    grazie all’aiuto del vento.”
    Il tempo passa e Nino invecchia e “si sa, i vecchi devono abituarsi prima all’inevitabile distacco da ciò che amano di più e per questo spesso appaiono burberi e poco propensi alle dolcezze, anche se in realtà hanno un disperato bisogno di baci ed abbracci.”
    Ma il futuro improvvisa portando da paesi lontani Hibraim e Carlotta: il passato e il presente, sogni e realtà si fondono e confondono in un unico tempo e spazio. Un dono prezioso, un tesoro da lasciare in eredità..
    ”Può giocare degli strani scherzi il vento. A volte reca fin lì essenze e profumi raccolti lontano, tanto lontano da sembrare come provenienti da un altro mondo.”
    Marcello Loprencipe ci insegna ad aprire la mente alla fantasia e a non chiudere mai la porta ai sogni, ma a carezzarli come fossero reali, tenendoli abbracciati mentre si percorrono le strade della vita, con i suoi vicoli ciechi e le giornate piene di pioggia.. in fondo una vita senza sogni da rincorrere che vita è?
    Un libro che emoziona fin dalla copertina: una vecchia locomotiva che esce da una nuvola, dei cirri bianchi in un cielo azzurro che ondeggiano leggeri come fossero piume; sembra quasi si materializzi un sogno antico portandoci lontano, al di là, oltre… Immagini uscite dalle matite colorate di Anna Rita Loprencipe.
    Esorto l’autore a scrivere ancora di sogni e nuvole, di stelle e luna, di mare ed onde in pagine colme di magia e poesia, capaci, come queste, di avvolgerci in una scia di profumo e farci così sentire un po’ meno soli.

  4. Valutato 5 su 5

    mattiib (proprietario verificato)

    Penso che questo sia uno dei pochi romanzi veramente originali da me letti negli ultimi anni, di più…”Il contanuvole” non ha tributi da pagare a nessuno, non deve prestiti o ispirazioni ad alcun autore che io conosca: oserei dire che è un “unicum”, o anche una autentica “chicca” per chi non ha simatia per il latino.
    Si tratta di una storia lieve e di adamantina purezza, quella di Nino, un orfano solitario innamorato perso dei suoi sogni e delle nuvole, passione trasmessagli da una madre presto scomparsa di cui però rimane indelebile la voce che canta una ninna nanna “un sogno per ogni nuvola, un sogno per ogni nuvola”…un mantra che segnerà il destino del piccolo.
    Arrivato alla maggiore età, Nino lascia il paese e si trasferisce al centro della sua incantata isola mediterranea, riattando un antico dammuso abbandonato nei pressi della “Montagna Grande” e vivendo dei prodotti della terra che riesce a coltivare.
    Unici compagni: un antico atlante contenente una dettagliata classificazione delle nubi, e un vetusto leccio che veglia su di lui, vibrante delle melodie che il vento suona servendosi dei suoi rami come orchestra.
    E i veri protagonisti di questo breve romanzo sono proprio loro: il vento con i suoi umori cangianti ora furibondi ora ballerini, e poi strati, cumuli, nembi,cirri tutte le specie in cui le nuvole si manifestano nelle loro incessanti corse celesti; creature inafferrabili che non puoi catturare né contare, perché in pochi attimi si sfrangiano, si sfilacciano o si uniscono fra di loro in un polimorfismo che è lo stesso dei sogni. Tutti questi elementi dialogano con le onde del mare, e le piccole pozze iridescenti e saline che lasciano talvolta negli anfratti dei grandi scogli, altro non sono che il sogno spumoso dell’onda di diventare nuvola, mentre cielo e mare si riflettono l’uno nell’altro in un panteismo poetico che lascia senza fiato.
    Nino vuole lasciare in eredità al mondo i sogni che l’amico leccio conserva per lui grazie ad uno strambo manufatto,perché i sogni sono un patrimonio dell’umanità ed è bello sapere che altri ci vivranno dentro.
    Non ho mai creduto che un libro potesse cambiarmi la vita, ma l’effetto prodotto su di me da questa breve e preziosa lettura, si è manifestato già dopo poche pagine: ho inizato a guardare con occhi diversi quegli alberelli stenti piantati fra le file del parcheggio del centro commerciale in cui mi trovavo, osservando i lievi movimenti che la brezza produceva sui loro rami con il senso di arcana meraviglia che più non conoscevo dall’infanzia. I più comuni fenomeni naturali che noi adulti diamo per scontati e di cui spesso neppure ci rendiamo conto erano ora in primo piano, come il cielo di Austerlitz per il principe Andrei di “Guerra e pace”, e come lui- ferito e immerso fino a pochi secondi prima nel clamore sanguinoso di una battaglia- mi sono detta che solo questa pura grandiosità che ci circonda e ci imbeve ha un senso e dà senso alla vita.

    Marcello Loprencipe
    Il contanuvole

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