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Il mio Volo Magico con Claudio Rocchi

Un libro di Susanna Schimperna

(2 recensioni dei clienti)

4,9911,88

Un poema d’amore scritto a quattro mani da due protagonisti del nostro tempo.

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Descrizione

Questo è un poema. A una forma letteraria antica, da tanto tempo non frequentata, Claudio Rocchi e Susanna Schimperna hanno affidato, per dodici mesi, pensieri, emozioni, sommovimenti dell’anima, disagi e stupori, entusiasmi e scoperte: un travolgente avvicinamento amoroso iniziato quando ancora non si erano incontrati, e terminato quando ormai vivevano insieme.

Uno scritto bellissimo, profondo, illuminante.

Molto più di una storia d’amore in poesia.

Dodici mesi per dodici capitoli, ma la coincidenza è casuale (ammesso che qualcuno creda davvero al caso).

Claudio avrebbe saputo di essere ammalato poco dopo aver scritto le ultime frasi di quella che lui chiamava l’Opera e Susanna l’Epopeia, consapevoli come erano, entrambi, di aver creato qualcosa di unico e universale.

Informazioni aggiuntive

Peso 200 g
Formato

Libro, ePub, Kindle (mobi), PDF

Numero di pagine:

144

Data di uscita

14 settembre 2015

2 recensioni per Il mio Volo Magico con Claudio Rocchi

  1. marcello_rodi

    Per quelli come me che oramai hanno una certa età e sono cresciuti a suon di musica rock, “Il mio Volo Magico con Claudio Rocchi” è una sorta di tuffo nel passato. Non è – come si potrebbe pensare dal titolo – un racconto di un’esperienza di vita fatto da Susanna Schimperna (compagna del musicista), bensì un’autentica rock opera scritta a quattro mani, né più né meno come JCS, Tommy, Quadrophenia o l’italianissima Orfeo9 di Tito Schipa Jr.: una sorta di inedito musicale del grande chitarrista scomparso nel 2013, anche se definite chitarrista Claudio Rocchi è oltremodo riduttivo. Rocchi era musicista a tutto tondo, pittore, fotografo, conduttore radiofonico, talent scout, asceta e monaco ed ex priore degli Hare Krishna, e molte altre cose. Un genio assoluto.
    “Il mio Volo Magico” risuona della musica di Rocchi e delle sue iperboli inimitabili, e Susanna Schimperna fa parte dell’opera a pieno titolo, amalgamandosi e confondendosi con il suo compagno: tanto che, se nella lettura si trascurano le iniziali di chi dice cosa, i versi del poema dell’uno e dell’altro risultano praticamente indistinguibili, raccontando la travolgente storia di un amore nato non per caso, ma perché da qualche parte nell’universo era scritto che questo amore dovesse nascere. E, nonostante le dure leggi della vita, mai finire…

  2. claudiazuccarini (proprietario verificato)

    Susanna Schimperna ci regala, con questo scritto, un’epopea di anime intrecciate, i cui passi hanno battuto strade di altri universi per ricongiungersi sul pianeta terra. Ed accade a poche storie, a pochi eletti, di poter dare alla luce uno scambio in versi, fitto di rimandi a visioni condivise, ad abitudini prima create a distanza e poi tenute salde da due dita che si sfiorano. Accade di pensare di poter essere stati i protagonisti altri di epopee diverse, magiche, provenienti da altre vite, e successivamente cadere nel precipizio di un lampo, che giunge ad illuminare tutto per poi scomparire nel buio. Allora un carteggio come quello tra la Schimperna e Claudio Rocchi, poeti della parola e non parola, si muta in un viaggio doloroso, da rileggere in un tempo lontano. Ci sono legami che segnano certe esistenze e sono sostanza d’amore che si vorrebbe provare una volta nella vita. “Tu e i tuoi progetti sugli influssi e il tempo, le coordinate a rinnovare l’aria, necessità di non stordire, lasciare stringhe di comunicazione. Lavoravamo sulla stessa terra, alta nel cielo qui dai nostri occhi e tra le stelle di cui parli ora c’era la casa di una nostra vita che mi commuove solo nel ricordo, che ti conosco antica come il tempo, che ti desidero in un altro corpo, vestita a festa con un altro nome, che mi dai voce usando un altro idioma. Non mi parlare di distanze, prego, non so fermarmi, sai, verso di te. Tu che hai viaggiato a curvatura estrema, veloce come solo sa il pensiero, decisa nella geografia interiore a fare mondi da riflessi e suoni. Dimmi Signora, dimmi davvero: vuoi?”

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