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It’s the Truth, isn’t it?

Un libro di Alberto De Martinis

(1 recensione del cliente)

33,25

Una analisi della società in cui viviamo fatta solamente con la forza delle immagini.

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Descrizione

Tra realtà vera e distopia: il concept di questo lavoro è cercare di focalizzare gli aspetti più perversi di quello che comunemente chiamiamo progresso tecnologico, del quale siamo fruitori più o meno ignari e che spesso subiamo, con l’illusione di poter raggiungere sempre maggiori agi, ma che nella maggior parte dei casi ci porta ad essere vittime di un sistema votato alla volatilità estrema dei nostri beni e della nostra stessa identità.
Partendo dalla nostra infanzia, siamo sottoposti ad un continuo bombardamento mediatico, che ci presenta una realtà assolutamente distorta e sempre benevola, grazie a questo o quel gadget, prodotto, servizio o prestazione, che rende automaticamente anacronistico e obsoleto tutto ciò che fino a quel momento avevamo faticosamente conquistato.
Non è il Grande Fratello di Orwell del 1948, inteso come entità di controllo globale delle scelte della Società, né tanto meno il controllo biologico dei protagonisti di Matrix, pellicola cult degli anni ’90, tuttavia dobbiamo renderci conto che siamo portati a vedere la realtà attraverso filtri che ci vengono imposti e che facciamo inconsapevolmente nostri, fino ad esserne totalmente asserviti.

Informazioni aggiuntive

Peso 350 g
Formato

Libro

Numero di pagine

60

Data di uscita

5 novembre 2018

1 recensione per It’s the Truth, isn’t it?

  1. claudiazuccarini (proprietario verificato)

    Campi di carta annovera nella collana Campi aperti questo gioiello ad opera di Alberto De Martinis, il quale documenta ed interpreta la realtà con una carrellata di foto surreali e suggestive. Non vi è un corredo testuale, poiché le immagini comunicano già di per sé in modo incisivo una visione riflessiva sullo sviluppo della realtà, sempre più pregnata di spersonalizzazione e assuefazione a modelli massificati. Ci ritroviamo, dunque, a leggere visivamente scatti in cui si evidenziano le dicotomie tra opposti, con effetti stranianti e distopici, che inducono a molteplici interpretazioni. Ma davvero il progresso ci ha resi liberi o forse siamo divenuti schiavi di vedute filtrate solo dai media tecnologici? Consiglio vivamente questo libro.

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